Lumaca, opera realizzata in creta
Con Luce dal Buio, la figura lenta e contemplativa della lumaca viene trasformata in qualcosa di completamente diverso: una presenza sospesa tra poesia, inquietudine e metamorfosi. L’opera nasce dal desiderio di alterare un’immagine quotidiana e rassicurante, prendendo una creatura normalmente associata alla calma, al silenzio e alla fragilità per spingerla verso un territorio più ambiguo, quasi disturbante.
A prima vista la scultura sembra rappresentare una comune lumaca. La forma morbida del corpo, la postura raccolta e il movimento lento evocano immediatamente quella dimensione naturale e discreta che appartiene a questi piccoli animali. Ma avvicinandosi qualcosa cambia. L’apparente tranquillità si incrina lentamente e lascia emergere un dettaglio inatteso: una bocca spalancata, feroce, innaturalmente aggressiva, piena di denti affilati che rompono completamente la percezione iniziale dell’opera.
La trasformazione visiva avviene in modo quasi graduale. Ciò che sembrava innocuo diventa improvvisamente ambiguo, creando un contrasto emotivo che mette in discussione l’idea stessa di familiarità. La lumaca non perde la propria natura lenta e silenziosa, ma la porta verso una dimensione oscura e immaginaria, come se qualcosa di nascosto fosse emerso dall’interno della creatura.
L’opera gioca proprio sul concetto del doppio: ciò che appare tranquillo può nascondere qualcosa di inquietante, mentre ciò che genera paura può rivelare una forma inattesa di attrazione. Luce dal Buio cerca di esplorare quella sottile linea tra repulsione e fascinazione, trasformando una figura semplice in un oggetto capace di destabilizzare e incuriosire allo stesso tempo.
La scultura trae ispirazione diretta dai quadri realizzati dalla pittrice Roberta Betti, artista capace di creare immagini sospese tra sogno, inquietudine e immaginazione. L’opera è stata infatti progettata e sviluppata appositamente in dialogo con il suo universo pittorico, cercando di trasformare in forma tridimensionale le atmosfere, le creature e le suggestioni presenti nelle sue tele.
Anche la colorazione della scultura nasce da questa collaborazione artistica. Toni, contrasti e dettagli cromatici sono stati studiati per creare un vero e proprio richiamo visivo ai dipinti che hanno ispirato il soggetto stesso, quasi come se la creatura fosse uscita direttamente da uno dei quadri per prendere forma nello spazio reale. La scultura diventa così una sorta di eco materica dell’immaginario pittorico di Roberta Betti, mantenendo intatta quella sensazione di meraviglia disturbante che caratterizza le sue opere.
Da questa suggestione nasce il desiderio di sviluppare un lavoro che parlasse della creazione fuori controllo, di qualcosa che evolve oltre le intenzioni originarie del suo autore fino a trasformarsi in una presenza autonoma, imprevedibile e difficile da definire.
In questo senso la lumaca diventa quasi una metafora artistica. Una creatura lenta, apparentemente innocente, che custodisce al proprio interno qualcosa di oscuro e incontrollabile. Un’immagine che riflette il modo in cui idee, paure e immaginazione possono crescere silenziosamente fino a trasformarsi in qualcosa di completamente diverso da ciò che sembravano all’inizio.
Uno degli elementi più particolari dell’opera è la presenza della luce interna. Luce dal Buio può infatti ospitare fino a due candele oppure piccoli LED, trasformandosi in una fonte luminosa soffusa capace di modificare radicalmente l’atmosfera dello spazio circostante. Quando illuminata, la scultura cambia completamente aspetto: le ombre interne accentuano la profondità della bocca, i denti emergono dal buio con maggiore intensità e il contrasto tra mostruosità e calore diventa ancora più forte.
La luce svolge qui un ruolo simbolico fondamentale. Ciò che dovrebbe spaventare diventa paradossalmente una sorgente luminosa. L’inquietudine si trasforma in atmosfera. Il mostro diventa presenza accogliente. Questo ribaltamento percettivo è parte centrale dell’opera e contribuisce a renderla volutamente difficile da classificare: non completamente horror, non completamente decorativa, ma sospesa tra design artistico, scultura narrativa e oggetto immaginario.
Dal punto di vista estetico, Luce dal Buio è pensata per avere una forte presenza visiva sia accesa che spenta. Le forme organiche, la texture della superficie e il contrasto tra linee morbide e dettagli aggressivi permettono all’opera di inserirsi in ambienti contemporanei, creativi o dedicati al collezionismo artistico più insolito.
La scultura può essere utilizzata come elemento decorativo da appoggio, luce d’atmosfera o pezzo centrale capace di attirare immediatamente l’attenzione. Grazie al suo carattere fortemente simbolico e alla sua estetica fuori dagli schemi, si presta particolarmente bene a spazi che ricercano elementi originali, surreali o volutamente provocatori.
Attualmente l’opera è esposta a Chiusi, dove continua a dialogare con il pubblico attraverso il suo equilibrio instabile tra ironia, oscurità e immaginazione.
Ogni dettaglio della scultura è stato modellato a mano per mantenere una forte componente materica e artigianale. Le superfici irregolari, le forme volutamente organiche e la costruzione espressiva contribuiscono a dare alla lumaca una presenza quasi viva, come se fosse emersa lentamente da un’immaginazione deformata ma ancora profondamente poetica.
Luce dal Buio diventa così molto più di una semplice scultura decorativa. È un piccolo racconto visivo fatto di contrasti, un oggetto che cerca di trasformare il quotidiano in qualcosa di imprevedibile, giocando con paura, ironia e immaginazione.
Un’opera pensata per chi ama lasciarsi sorprendere da ciò che non è immediatamente definibile, e per chi cerca nell’arte non solo bellezza, ma anche straniamento, simbolismo e possibilità narrative nascoste dentro le forme più semplici.
- Nome Opera: Silentium Ignis (Il silenzio del fuoco)
- Larghezza: 19 cm
- Altezza: 15 cm
- Profondità: 33 cm
- Peso: 2,6 Kg
- Data: 202509

